www.yavanna.it


Vai ai contenuti

Pronto Soccorso

CURE

LA MIA CASSETTA DEL PRONTO SOCCORSO

IMPORTANTE: i farmaci sottoelencati devono essere impiegati solo in caso di grave emergenza, previo contatto telefonico con un veterinario aviare, che consiglierà le dosi e la durata del trattamento. E' molto importante rispettare le indicazioni del professionista per evitare sovraddosaggi che intossicherebbero l'animale, mentre, in caso di sottodosaggi, si svilupperebbero resistenze agli antibiotici, le quali costituiscono un gravissimo problema per i nostri allevamenti.
Infatti, a causa di interventi "fai da te" e di interpretazioni personali, molti uccelli cominciano a diventare incurabili.
Regola: al trattamento antibiotico deve seguire un trattamento funghicida.

ATTENZIONE: Prima di qualsiasi trattamento di emergenza, si prelevi campione di feci su foglio di alluminio da spedire al vet aviare via posta celere per l'analisi (può infatti verificarsi che l'intervento di emergenza sia stabilizzante ma non azzeccato: l'animale sembrerà migliorare, poi avrà una ricaduta), al fine di individuare gli agenti patogeni presenti nell'allevamento, onde prevenire o saper affrontare altri casi analoghi.

GLI ANIMALI FERITI O AMMALATI VANNO IMMEDIATAMENTE ISOLATI E TENUTI AL CALDO!!!!
Questo perché potrebbero infettare altri esemplari, o venir uccisi dallo stormo.
E' pertanto indispensabile tenere in allevamento una camera calda o una lampada riscaldante (come quelle usate per i rettili), con fonte luminosa regolabile.

**************


1. Siringhe da insulina e normali per dosare e somministrare i farmaci: in genere si parla di ML (millilitri).
1 ml corrisponde a 100 units sulla siringa da insulina., di conseguenza 0,1 ml a 10 units (5 tacche), e così via.
2. Bastoncino di allume di roca per fermare gravi emorragie alle dita, per quelle leggere va bene anche il miele o la farina.
3. BETADINE per disinfettare qualsiasi ferita (deve rimanere per 20 minuti a contatto con la cute)
4. Cottonfiocchi
5. Soluzione fisiologica
6. Metacam sosp. orale (antiinfiammatorio)
7. Pomata Fitostimoline per rigenerare ferite (es. gravi lesioni cutanee al capo in seguito ad aggressioni)
8. Leucagel per curare ferite, abrasioni (è anche antisettico e antimicotico)
9. Baytril 2,5% (antibiotico a largo spettro, ormai spesso poco efficace perchè si sono sviluppate resistenze), oppure Marbocyl FD 1%
10. AUGMENTIN bustine pediatriche (amoxicillina + acido clavulonico, antibiotico ad uso anche umano, prescrivibile)
11. sciroppo Triasporin ( funghicida ad uso umano prescrivibile)
12. Fungilin (funghicida)
13. collirio Genticol per infiammazioni dell'occhio, anche dovute ad abrasioni
14. Xantervit antibiotico pomata oftalmica per ferite da beccate nella zona dell'occhio
15. Konakion gocce (vit. K) in caso di feci nere (una delle cause può essere una gastroenterite emorragica), in presenza di tale sintomo chiamare immediatamente il vet per l'antibiotico d'emergenza.


PRONTO SOCCORSO


RITENZIONE DELL'UOVO
****************************

E' molto importante preparare le coppie per il periodo riproduttivo con una dieta ricca e varia. Occorre aumentare l'apporto proteico e lasciare a disposizione degli uccelli osso di seppia e sali minerali.

Quando la cloaca della femmina comincia ad arrotondarsi, è il caso di tenerla d'occhio: sarà buona norma controllare il nido quotidianamente, ed accertarsi che la deposizione avvenga regolarmente ogni secondo giorno.
Talvolta può capitare che una femmina si prepari a deporre anche in assenza del nido e del maschio, in tal caso valgono le stesse regole.

Si parla di ritenzione quando con la palpazione si avverte chiaramente il guscio dell'uovo da almeno due giorni. Una volta formatosi il guscio, l'uovo dovrebbe uscire entro 24 ore. Se così non fosse, bisogna cominciare a preoccuparsi.
La prima cosa da fare in tal caso è mettersi in contatto con il proprio veterinario aviare.
Sottolineo l'importanza di stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione con un serio e preparato professionista, in modo da non dover mai ricorrere al "fai-da-te"!!
Anche nel caso in cui l'inconveniente si verificasse il sabato sera o il giorno in cui l'automobile è fuori uso, ti potrà aiutare e seguire telefonicamente.

Spesso l'inconveniente si risolve spontaneamente, massaggiando delicatamente l'orifizio con una goccia di olio di vaselina, immergendo in acqua calda la cloaca per cinque minuti e mettendo in camera calda o sotto la lampada a infrarossi l'uccello, possibilmente dopo aver iniettato del calcio gluconato (per le dosi chiedere al vet) nei muscoli pettorali. Se l'animale non si libera e comincia a star male, è il caso di portarlo al più presto dal veterinario, perché
la procedura che descriverò è solo per i casi di emergenza.

Dopo un'assenza, mi è capitato di trovare una femmina gonfia in modo anomalo e con la cloaca imbrattata di feci, tutta impallonata nel nido. Se non avessi ispezionato il nido, il giorno dopo l'avrei trovata morta.
Era evidente che, oltre a trattenere un uovo o addirittura due, la cloaca era intasata di feci che non riuscivano ad uscire .



L'animale versava in condizioni davvero critiche e il vet più vicino è a ore di macchina. Siccome in passato mi aveva assitita in altre due circostanze analoghe sia di persona che telefonicamente, ho deciso di intervenire subito per cercare di salvare l'animale.
Non ho preso in considerazione l'impiego dell'ossitocina per provocare le contrazioni, in quanto la femmina appariva troppo debole per sopportarle e deporre da sé, così, dopo essermi lavata per bene le mani e aver preparato salviette pulite, zucchero, miele, anitinfammatorio, ho immerso subito la cloaca in acqua calda, massaggiando delicatamente in modo da far fuoriuscire le feci e i liquidi trattenuti e rilassare i tessuti.




Una volta fuoriuscite le deiezioni e diminuito il turgore, ho percepito i contorni dell'uovo e ho cercato di accompagnarlo delicatamente, senza premere, verso l'orifizio, come da foto, mantenendo la cloaca immersa nell'acqua calda.



A quel punto la femmina ha collaborato spingendo. Sono stata attenta ad impedire il prolasso dell'ovidutto assieme all'uovo, ben presto ho visto apparire il guscio bianco e l'uovo è caduto nel bicchiere.
Ohimè, uscito il primo, se ne percepiva chiaramente un altro, però si avvertiva chiaramente che in certi punti il guscio era ancora molle!
Tuttavia, con lo stesso procedimento, è uscito anche il secondo. Ho somministrato alla femmina una goccia di miele per darle energia immediata, due gocce di antiinfiammatorio, e antibiotico per prevenire infezioni dovute al ristagno dei liquidi.
Se fosse uscito anche solo in parte l'ovidutto, lo avrei cosparso di zucchero, e dopo qualche minuto lo avrei sciacquato con acqua tiepida e spinto delicatamente a posto con un bastoncino cotonato.




INIEZIONE
**************

Le cure antibiotiche o l'assunzione di calcio gluconato sono molto più efficaci quando il farmaco viene iniettato.
Se il vostro vet aviare è a conoscenza del fatto che siete in grado di fare un'iniezione, potrà prescrivervi una terapia iniettiva, invece del farmaco nel beverino (a cui l'uccello sofferente potrebbe non avvicinarsi).
Si ricorre a siringhe per insulina, che hanno l'ago molto sottile ed affilato: quando viene inserito, l'uccello non se ne accorge nemmeno.
Io all'occorrenza bagno un po' le piume del petto, in modo da mettere a nudo una porzione di pelle, e inserisco l'ago verso lo sterno.


Iniezione di calcio gluconato a femmina colpita da paraplegia post-deposizione

AEREOSOL
************




ZAMPE
********

A volte può capitare che un pullo giaccia nel nido con entrambe le zampe completamente divaricate, o con una sola mal posizionata.
In tal caso è possibile correggere il difetto, se si interviene con tempestività.
E' necessario procurarsi presso un ambulatorio veterinario o in farmacia una fascia autoadesiva, tagliare una striscia alta 5 mm e lunga 5 cm e applicarla come da foto, in modo da riportare le zampette nella posizione naturale. La fasciatura non deve stringere: bisogna verificare più volte al giorno che non ci siano tumefazioni o altri problemi, specie i primi tempi.
Talvolta occorre arrivare gradualmente alla posizione ideale, rifacendo più volte la fasciatura, in modo da avvicinare sempre di più le zampe. In ogni caso, ogni 4-5 giorni la striscia va rimossa per controllare i progressi.
I risultati si vedono dopo 15-20 giorni.




FRATTURA
************


Nella foto si vede la fasciatura effettuata dal veterinario in seguito ad un intervento chirurgico per ridurre una brutta frattura alla zampa.





DIAGNOSTICARE TEMPESTIVAMENTE L'INFEZIONE DA CANDIDA
****************************************************************

Iin certi casi, ad esempio in seguito ad un trattamento a base di antibiotici non seguito da antimicotico, può accadere che la Candida prenda il sopravvento, causando gravi infezioni, specie nei pulli, che si manifestano in vari modi.

1. Il pullo comincia a deperire, il gozzo è vuoto, se lo si alimenta si contorce come se provasse dolore, tiene il becco aperto, attorno alla lingua c'è del materiale biancastro….è Candida.

2. Sulla cloaca si incollano le feci, compare una crosticina .



Nei casi peggiori si presenta così (in questo caso c'è anche un'infezione batterica). Il pullo defeca con grande sforzo e si lamenta.



Spesso, oltre all'infezione sulla cloaca, c'è anche un'infezione del gozzo, che si restringe fino ad assumere all'incirca la forma di una banana.





In questo caso, oltre alla grave infezione del gozzo e della cloaca, si sono rotti i sacchi aerei.




La candidosi in questa femmina si è rivelata con una crosta sul lato del becco. Passata inosservata, l'infezione è stata trasmessa ai pulli, manifestandosi con una crosticina sulla cloaca in alcuni, e con la morte inattesa di altri. Immediatamente trattata tutta la famiglia con l'antimicotico indicato dal veterinario, dopo tre giorni le crosticine sulla cloaca dei piccoli sono sparite, e la crosta della mamma è caduta prima che scattassi la foto.





COME COSTRUIRE UN COLLARE ELISABETTIANO
***************************************************

L'applicazione del collare si rende necessaria qualora l'uccello presenti delle ferite autoinflitte o una dermatite e a causa del dolore o del prurito si becca, rendendo impossibile la cicatrizzazione dei tessuti.
L'animale a cui viene applicato deve essere alloggiato da solo, in una gabbia dove il cibo, l'acqua e i posatoi siano facilmente raggiungibili.
Occorre assicurarsi che che il collare non gli impedisca di nutrirsi e di bere!!!!
Spetterà al veterinario aviare scoprire il motivo del disagio.
In attesa degli esiti dei test, torna utile l'applicazione di gel d'Aloe Vera, prelevato da foglie fresche o acquistato in farmacia.

Occorrente per la fabbricazione:
- una coppetta per gelati o Yogurt (purchè non sia di materiale eccessivamente fragile)
- cerotto
- taglierina
- forbici


Disegnare con un pennarello la sagoma del collare e ritagliarlo come da foto.





Imbottire i bordi con il cerotto, affinchè non siano taglienti



Qualcuno dovrà aiutarci a tenere aperto il collare mentre lo applicheremo al collo dell'uccello, facendo molta attenzione a non pizzicarlo, quindi bisognerà assicurarsi che giri comodamente (tuttavia il foro non deve essere troppo largo)




Torna ai contenuti | Torna al menu