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Le specie

AGAPORNIS

Il genere Agapornis si suddivide in nove specie, più le loro sottospecie (in tutto quindici varietà).

Il nome scientifico consiste di due/tre elementi: il primo indica il genere, il secondo la specie, il terzo la sottospecie. Solo il genere si scrive con la maiuscola.

LISTA UFFICIALE DELLE SPECIE (in grassetto) E SOTTOSPECIE DI AGAPORNIS:

Agapornis canus canus
Agapornis canus ablectaneus
Agapornis taranta taranta
Agapornis taranta nanus
Agapornis pullarius pullarius
Agapornis Pullarius ugandae
Agapornis swindernianus swindernianus
Agapornis swindernianus zenkeri
Agapornis swindernianus emini
Agapornis roseicollis roseicollis
Agapornis roseicollis catumbella
Agapornis personatus
Agapornis fisheri
Agapornis nigrigenis
Agapornis lilianae

ALLEVARE I LILIANAE :
I segreti di Wessel Van der Veen
Testo: Wessel Van der Veen, Traduzione : Miriam Bisiacchi
Foto: Miriam Bisiacchi


Introduzione

Dal 2 gennaio 1990 mi dedico quasi esclusivamente all'allevamento degli Agapornis lilianae, soprattutto per il fascino e la bellezza di questi uccelli, alla lunga i più intelligenti della specie Agapornis (lo confesso: sono un agarazzista!).
Nonostante si dica che l' A. Nigrigenis sia la specie africana a più alto rischio di estinzione, ho l'impressione che i Nyasa siano stati del tutto dimenticati.
Dal 1990 al 2000 migliaia di ettari del loro habitat sono stati allagati per costruire dighe e ci sono in progetto altri interventi del genere (questo è comprensibile, considerato che un Paese del terzo mondo necessita di energia elettrica a basso costo).
Ho inoltre dei ritagli di giornale di Harara, Zambia, da cui emerge che la popolazione autoctona è verosimilmente affetta da una malattia virale.
Nei nostri allevamenti abbiamo a malapena una scorta sufficiente a mantenere in vita la specie, basta visitare un'esposizione ornitologica qualsiasi per rendersene conto.
Anche dal punto di vista della qualità c'è da piangere!
A mio avviso, sarebbe importante riprodurre questa specie in cattività, prima di arrivare all'estinzione del tipo ancestrale in seguito all'introduzione di mutazioni trasmesse attraverso l'incrocio dei Lilianae con le altre specie affini.
Di questo passo, tra qualche anno sarà impossibile trovare dei Lilianae puri, sia negli allevamenti che in natura.

Mia moglie ed io viviamo nell'ex piccionaia di una fattoria (naturalmente costruita in pietra e non in legno di seconda mano), interamente ristrutturata e trasformata in un mini-appartamento per due persone. Abbiamo un girdino di 50 x 50 cm :. Nonostante l'altezza, non è il posto idoneo per un allevamento, perciò i miei uccelli vivono in uno stanzino ricavato riducendo il garage e ricevono luce artificiale.
Il mio vano uccelli misura 5 x1,6 x 2 metri ed è illuminato dalle 6.30 alle 20 da due tubi fluorescenti da 18 watt con un alimentatore ad alta frequenza.
Sulla parete interna è fissato un terzo tubo che rimane acceso dalle 13 alle 14.
Dalle 19.45 alle 20.15 la luce è fornita da una lampadina da 15 watt.

*I MIEI SEGRETI*

Illuminazione.
Per l'illuminazione uso i tubi TDL 9654 fabbricati da una ditta nel sud dell'Olanda.
I tubi fluorescenti sono rivestiti internamente da vernice bianca. In questa vernice vengono mischiate certe "impurità" che producono i raggi UV A.
I tubi fabbricati con le attuali tecnologie nnon sono in grado di produrre raggi UV A per più di +/- 500 ore, perciò bisognerebbe sostituirli ogni 37 giorni (13,5 ore di luce al giorno, quindi 500 : 13,5 = 37,03 giorni)
In altre parole: non ha senso spendere una fortuna per una marca di tubi "appositamente studiati per gli uccelli" che costano 10 volte tanto e che comunque sono in grado di produrre raggi UV per 500 ore al massimo.
Si suppone che i raggi UVB promuovano la produzione di vitamina D3, ma la quantità di raggi che questi tubi producono è minima, inoltre non arrivano lontano. Per far sì che un uccello ne tragga il massimo beneficio, bisognerebbe praticamente incollarlo alla fonte luminosa!
Quindi, è più ragionevole integrare la vitamina D3 attraverso la dieta.
Per quelli che conoscono bene l'inglese, ci sono maggiori informazioni sul sito http://users.mis.net/~pthrush/lighting/ "Birds and Lighting Website".

Alloggiamento.
Ho costruto le mie gabbie (120x40x30 cm) usando rete metallica.
Ho preso una rete di 120 cm, l'ho piegata a forma di "U" ed ho applicato alla parte aperta della "U" due frontali per gabbie standard da 60 x 30 cm con delle clip metalliche. Ho chiuso i lati fissando con le clip altri due rettangoli di rete.
Le gabbie sono tenute su da ganci fissati alle pareti.
Ovviamente quelle prodotte in fabbrica sono molto più belle da vedere, ma il vantaggio delle mie è che lo sporco cade attraverso le meglie della rete su un vecchio giornale posto 10 cm sotto le gabbie e se un animale si ammala, non può infettare gli altri attraverso le feci.
Attraverso le maglie del fondo posso inoltre facilmente inserire dei rami di salice.
Il sabato mattina passo una spazzola umida sul fondo, sostituisco il giornale e le operazioni di pulizia sono finite. Forse sarò un po' pigro, ma in realtà preferisco sedere per un'ora ad osservare il comportamento dei miei uccelli che impiegare lo stesso tempo pulendo i fondi delle gabbie tradizionali!
All'inizio della stagione riproduttiva tolgo le gabbie dai ganci, le lavo con l'idropulitrice (ovviamente dopo aver rimosso gli uccelli!) e le lascio asciugare. Nel frattempo pulisco a fondo tutta la stanza.

*Un grande segreto: come sessare un Nyasa!*
Pssss….Avete problemi a sessare i vostri uccelli?
Mettete una rivista nella gabbia. Gli uccelli che distruggeranno la pagina sportiva sono senz'altro maschi, quelli che sbricioleranno le pagine di moda sono femmine! :
Un altro sistema è il sessaggio molecolare: bastano poche piume o un paio di gocce di sangue affinchè un laboratorio specializzato possa determinare il sesso dei vostri esemplari.
In base alla mia esperienza, il test effettuato sul sangue è più attendibile.

*Altre rivelazioni*
Io nutro i miei uccelli con la miscela della Orlux per inseparabili.
La quantità viene razionata.
Le femmine di A. Lilianae pesano in media 43 gr, i maschi 38 (no, questo non è determminante per conoscerne il sesso: ci sono sempre piccole femmine e grossi maschi).
Il fabbisogno giornaliero di cibo equivale al 15% del loro peso corporeo., quindi (43+ 38) x 15% = 12 grammi al giorno per coppia.
Tale quantità è ovviamente indicativa, quando fa freddo mangiano di più, ma il vantaggio della quantità razionata è che l'animale consumerà tutto senza sprecare quello che non gli aggrada, e quindi avrà una dieta equilibrata.
Ogni mattina alle 6.30 servo ai miei Nyasa la loro razione quotidiana, anche la domenica e i giorni festivi!
Tra le 17 e le 18 ricevono un extra: un fico secco, un pezzo di spiga di panico, una fetta di mela o di mais fresco, del pastoncino, un cuchiaino di germogliati, insomma ogni giorno qualcosa di diverso.
Questa è la dieta durante il periodo di riposo.
Invece nel periodo riproduttivo e durante la muta somministro 2/3 di semi e 1/3 di pastoncino all'uovo(cioè 8 gr di semi, 4 gr di pastoncino).
Quando nascono i pulcini, la quantità aumenta proporzionalmente.
Per l'acqua uso le bottiglie per criceti.
Nelle normali vaschette gli inseparabili infatti adorano fare un " minestrone" i cui ingerdienti sono: pule di semi, pezzetti di legno, qualche boccone di pastoncino, cacca a volontà…non è di certo la bevanda più sana.
Ogni lunedì, mercoledì e venerdì aggiungo 10 ml di aceto di mele per litro d'acqua; martedì, giovedì e sabato ci metto l'acqua normale, la domenica aggiungo 20 gocce di vitamine prescrittemi dal mio vet.
L'aceto di mele (va benissimo quello acquistato al supermercato) ha proprietà batteriostatiche: pochi batteri sono in grado di sopravvivere in un ambiente acido.
Il complesso vitaminico che somministro, contiene tra l'altro la vitamina D3.
Possiedo due bottiglie per ogni gabbia. Quella di ieri viene lavata e verrà riutilizzata domani, intanto uso l'altra.
In ognuna della mie gabbie ci sono inoltre tre piccole ciotole contenenti grit, minerali e granuli di granito.
Tutte le mangiatoie e le ciotole vengono lavate e disinfettate accuratamente una volta alla settimana.
Il cubetto di iodio e l'osso di seppia vengono sostituiti all'occorrenza.

*Top secret: Cose da fare e cose da non fare *

I Nyasa non devono mai essere tenuti a temperature inferiori a 10 ° C.
La quarantena è indispensabile quando si acquista un nuovo esemplare.
Si può svezzare un Nyasa attorno alle 7 settimane.
I novelli vanno messi in un gabbione e lasciati in pace fino al completamento della muta giovanile. Questo significa: NON acquistare un Nyasa se ha meno di 10 mesi, potrebbe morire.
Richieedete sempre un pedigree, notizie sul suo mantenimento e un po' del cibo a cui era abituato.
Dal pedigree potete evincere l'età del soggetto ed avere qualche informazione sui suoi genitori.
Ormai io non acquisto più esemplari se l'allevatore non è in grado di fornirmi un pedigree e le informazioni necessarie. E' importante sapere come l'animale veniva gestito e alimentato….prendendo un po' del cibo a cui era abituato, potrete gradualmente abituarlo al vostro mescolando gradualmente le due misture.

*Salute*
I farmaci "universali" non esistono.
In realtà:
un antibiotico ha effetto sui batteri, ma non sui miceti e sui virus;
un funghicida ha effetto sui miceti ma non sui batteri e sui virus;
un vaccino aiuta a prevenire un'infezione virale ma non una batteriaca o micotica.
Detto questo, è meglio seguire i consigli di un bravo veterianario aviare.
Io mi reco dal mio vet ogni sei mesi e lo tengo informato dei miei risultati e di eventuali problemi nel mio allevamento. Insieme cerchiamo di PREVENIRE l'insorgere di patologie.
Ogni nuovo uccello che desidero introdurre viene sottoposto a quarantena, non importa se proviene dall'allevamento del mio migliore amico o da mia suocera.
Innanzitutto deve abituarsi alla nuova dieta, poi viene sottoposto a dei test e solo se questi risultano negativi lo aggiungo al mio stock.
Anni or sono dovetti far praticare l'eutanasia ad una ventina di Nyasa, che risultarono affetti da una patologia virale incurabile. Tutti i pulcini che nascevano morivano entro il decimo giorno di vita.
Non vorrei rifare una simile terribile esperienza per nessuna ragione, né vorrei che accadesse ad altri.

* Differenze fra Lilianae e Fisheri*
Certi autori scrivono una gran quantità di libri.
Spesso si legge: "L'A. Nyasa assomiglia all' A. Fisheri"….beh, direi che sono talmente impegnati a scrivere, che non trovano il tempo di osservare questi uccelli in carne ed ossa!
In realtà le differenze sono notevoli:

Agapornis Fisheri / Agapornis Lilianae

Maschera facciale:
Fino all'occhio / finisce dietro all'occhio
Si estende fino al petto / scende fino al sottogola
Codrione:
viola-blu / verde
forma arrotondata e robusta / corpo snello
Collo:
corto / slanciato
Becco:
rosso / rosso per 2/3, rosato alla base
largo alla base / molto più piccolo e curvo


Come vedete, non si tratta di segreti….ma di comune buon senso!



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