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IL PARCO DELLA CONCORDIA


IL PARCO DELLA CONCORDIA


Il Parco è sorto su un vasto terreno agricolo di proprietà del signor Giorgio (Juri) Vodopivec, a cavallo tra il confine italo-sloveno a Cerei (Muggia).
Hanno contribuito al progetto il Circolo Istria, l'Associazione degli Sloveni di Muggia, il Circolo "Boskarin" di Capodistria e l'Unione degli Italiani del Litorale Sloveno.
L'obiettivo è quello di preservarvi le specie animali e vegetali autoctone e di svolgervi attività didattiche e ricreative, con particolare attenzione alla tutela delle tradizioni popolari e alla scienza dell'alimentazione con prodotti autoctoni.
In un primo momento, in attesa di supporti e strutture adeguate, ospita gli asinelli Dafne e Jaka, le caprette istriane Aidi e Baidi, il cane Crt (diavolo) e alcune arnie.



L'idea è stata accolta con favore dall'amministrazione comunale, che ha provveduto a liberare dalle sterpaglie l'accesso dalla strada, mentre la Camera di Commercio di Trieste ha donato due piccole casette di legno da ristrutturare, destinate alle future attività.

Il sentiero da cui si accede al Parco è stato chiamato "Sentiero della Concordia" e in lingua slovena "Pot Prijasteljstva in Sozitja".
L' inaugurazione è avvenuta in un clima amichevole, con un brindisi in presenza delle autorità. Come insegna abbiamo usato la semplice testata di un vecchio letto decorata con la vernice spray.





Da sinistra a destra:
il prof. Livio Dorigo, l'apicoltore Mario Beacovich, la sottoscritta, il padrone di casa Giorgio Vodopivec e il Sindaco di Muggia Nerio Nesladek.

Il Parco, per la sua posizione strategica, è diventato un simbolo di pace e fratellanza, ed ha acquisito subito una certa notorietà, infatti è stato visitato e messo in onda più volte su vari programmi radiofonici e televisivi, tra i quali Linea Blu.
Ancor prima di avere strutture adeguate , durante la bella stagione 2008 è stato visitato da circa 250 bambini di diverse scuole materne ed elementari di Trieste e da un gruppo di ragazzi diversamente abili, che hanno reagito molto positivamente al contatto con la natura e gli animali del Parco.
I bambini venivano istruiti già a scuola dalle maestre e dal prof. Livio Dorigo, e arrivavano entusiasti e preparati.

Un giornalista intervista gli scolari



A gruppetti di dieci, li vestivamo con le tutine da apicoltore offerte dal sig. Dorigo



e li aiutavamo a raggiungere le arnie ( a volte erano così piccoli che bisognava portarli in braccio, affinchè non inciampassero nelle maniche della tuta ),



dove li aspettava l'apicoltore Mario per mostrar loro i dettagli dei telaietti coperti di insetti .



Poi veniva offerta loro una merenda a base di pane e miele genuino, di vari tipi, che assaggiavano molto volentieri.





L'esperienza più apprezzata, oltre al gioco libero sul prato,



era fare le coccole agli asinelli e alle caprette.





Il Parco necessita di sentieri sicuri e costruzioni adeguate, facilmente accessibili anche dalle persone anziane e disabili, per ospitare gli animali già presenti ed altri che si potrebbero acquisire in futuro, e di risorse per poter garantire un servizio continuativo.
Oltre alle visite didattiche dedicate all'apicultura, si potrebbero svolgere attività diverse:

  • ospitare scolaresche per scampagnate e picnic,
  • persone disabili per pet terapy
  • gruppi di anziani delle case di riposo, organizzando per loro attività di animazione, lettura, mini conferenze su argomenti di vario interesse
  • artisti per ex-tempore e brevi corsi di arti tradizionali (ceramica, intreccio di cestini, cucina tradizionale, preparazione di liquori, vino e formaggio)
  • corsi di viticultura , olivocultura, orticoltura e giardinaggio sul campo
  • uso e utilità delle piante officinali
  • corsi di rilassamento e meditazione
  • ginnastica all'aperto (corse per sfuggire ai morsi degli asini e sarchiatura manuale del terreno : )




" Com'era tradizione in anni passati, la notte di San Giovanni , dopo aver trascorso un piacevole pomeriggio in buona compagnia raccogliendo ed accatastando sterpaglie e rami secchi, abbiamo acceso un grande falò in mezzo al prato."



I padroni di casa, come si usava in famiglia molti anni indietro, si sono riuniti attorno alle fiamme ed hanno cantato delle canzoni popolari in lingua slovena.
Sono intervenute centinaia di persone, molti hanno contribuito alla buona riuscita della festa portando del vino genuino (e perfino un barilotto di birra tedesca, arrivata fresca fresca da Monaco),



dolci ed altre leccornie .




Il Catticoro-Katizbor, diretto dal Maestro Carlo Tommasi, ha allietato la serata densa di simboli con brani in diverse lingue."
Cerei, giugno 2008





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