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ALTRI PAPPAGALLI


CALOPSITTE STORY

Articolo di Miriam Bisiacchi - gennaio 2008

Due estati fa il mio amico Juri mi telefonò, dicendo che sul suo campo (dove sta per sorgere il Parco della Concordia), accanto alla piscina gonfiabile, c'era un pappagallo e che avrei fatto bene a cercare di prenderlo, perchè nei dintorni stava volteggiando un falco pellegrino.
Armata di retino, raggiunsi il posto e con estrema facilità catturai una calopsitta perlata e pezzata. Portava un anellino sloveno, evidentemente era scappata dall'altra parte del confine (solo il giorno della caduta dei confini ho avuto il piacere di conoscere i suoi ex-proprietari). Era nervosa e mangiava poco. Ben presto fu evidente che era femmina, perchè depose delle uova sul fondo della gabbia, perciò la chiamai Marta, come la moglie di Juri. La primavera scorsa le diedi degli amici: una femmina e una coppia, e lei cambiò completamente: cominciò a mangiare di tutto e ad essere molto più confidente. Evidentemente prima soffriva di solitudine... In seguito liberai tutte le calopsitte in una delle nuove voliere.
Abituata alle cattiverie degli aga, sono rimasta esterrefatta quando ho visto che femmine di calo singole possono felicemente convivere anche in presenza di coppie con piccoli! Marta è perfino entrata a controllare il nido della coppia, che nel frattempo si era riprodotta, senza che succedesse nulla!
Soltanto lo scorso autunno riuscii a trovarle un compagno adeguato.
Un appassionato di calopsitte emiliano venne ad esporre i suoi soggetti alla mostra locale. Fra essi c'era una femmina pezzata, esattamente il fenotipo che cercavo. Gli chiesi se avesse un maschio uguale, e mi rispose che c'era il fratello, e me lo avrebbe dato in cambio di uno dei miei Rosei. Affare fatto!
Il maschio a mio avviso era incantevole, ovviamente lo chiamai Juri.
Fu amore a prima vista. Danze, gorgheggi, copule con lui che le bisbigliava e canticchiava sull'orecchio...davvero uno spettacolo!!! Quindici giorni dopo trovai un uovo sul fondo della gabbia. Allora appesi in fretta il nido delle Amazzoni a Fronte Bianca.
Lei si avvicinò curiosa, ma lui la spinse via con fare autoritario, perchè voleva controllare per primo il nido.



Poi si girò, si avvicinò a Marta e le fece capire che tutto andava bene.



Solo a quel punto lei potè andare a controllare a sua volta e calarsi nel nido



Depose ben 7 uova ma solo le prime due erano fecondate: probabilmente tale era il desiderio di covare, che non si alzò più dalla preziosa covata per accoppiarsi.
Poi un giorno controllai le uova e vidi che una era incrinata, così riuscii a cogliere i primi istanti di vita del primo pulcino di Marta. Era bellissimo, un piumino giallo!



Poi nacque anche il secondo pulcino. Temevo che prendessero freddo, perchè entrambi i genitori uscivano insieme per mangiare, perciò non ho rimosso le uova chiare affinchè fungessero da scaldino.
Spesso era il papà a scaldare i piccoli, eccolo minaccioso quando controllavo il nido!



Quando i piccoli di calo cominciano a mettere le piume sembrano dei piccoli dinosauri



Ora sono usciti dal nido. Non ho voluto allevarli allo stecco, perchè non volevo privare la coppia del piacere di svezzare i loro primi due piccoli, però li prendo spesso in mano per renderli fiduciosi. Uno dei due è più teso, l'altro più confidente. Juri si agita assai quando li tengo in mano: vola contro le sbarre e apre le ali, e si calma subito quando li rimetto sul posatoio e guarda incuriosito mentre li accarezzo. E' davvero un papà speciale.



CACATUA SANGUINEA

Nome scientifico: Cacatua sanguinea
Famiglia: Cacatuidae
Ordine: Psittaciformi

Descrizione:
colore generale bianco, anello perioftalmico esteso sotto l'occhio di colore grigio azzurro, becco della stessa tonalità, iride bruna, cresta corta, zona tra l'occhio e il becco macchiata di rosa salmone, così come la parte inferiore delle piume del petto e della cresta.
La parte inferiore delle ali e il sottocoda sono di un giallo-zolfo tenue.
Non c'è dimorfismo sessuale; i giovani assomigliano agli adulti, ma sono più piccoli.
Lunghezza media: 38 cm, peso 400 gr.
Distribuzione: dalla fascia costiera dell'Australia occidentale e dei territori del Nord al Queensland, all'Australia meridionale; è presente anche a Sud della Nuova Guinea nel distretto di Marauke.
Caratteristiche: uccello gregario, si raduna sugli alberi formando grandi stormi, che spesso contano migliaia di soggetti, tra cui a volte gruppi di Cacatua Galerita. Partono all'alba emettendo strida acutissime, per abbeverarsi prima di raggiungere prati o campi, dove trascorrono la giornata razzolando alla ricerca di semi e cereali, percorrendo distanze fino a 250 Km.
Spesso distruggono le coltivazioni di riso e i rami degli alberi che li ospitano, da cui staccano la corteccia.
Alcuni stormi si sono adattati alla vita cittadina.
Formano coppie per la vita e la stagione riproduttiva coincide con l'inizio delle piogge.
Allora si staccano dallo stormo e vanno a nidificare nelle cavità degli alberi (sullo stesso albero ci possono essere diversi nidi). Vengono deposte da due a quattro uova. Entrambi i partner le covano per ca. 26 giorni e si prendono cura dei pulcini. I giovani s'involano dopo 9 settimane.
In cattività:
Il Cacatua Sanguinea è poco popolare, anche se merita di essere conosciuto meglio. Trattandosi di un uccello gregario, non sopporta la solitudine e per attirare l'attenzione emette "richiami di contatto" talmente acuti, che risuonano a centinaia di metri da casa, e potrebbe continuare per ore. In genere non si affeziona a una sola persona, bensì interagisce con l'intero nucleo familiare, mentre si lancia in volo tra i capelli degli ospiti, per scacciarli. E' permaloso, ma non serba rancore. Inoltre è molto curioso, dispettoso e distruttivo. Non è un gran parlatore, anche se trova il modo di farsi capire. Si adatta alla monotonia della gabbia o al trespolo meno di qualsiasi altro pappagallo; quando libero, sfoga i suoi eccessi di energia facendo cadere degli oggetti, distruggendo qualsiasi cosa gli capiti a tiro, pur di provocare una reazione.
Alcuni anni fa ho adottato un Cacatua di questa specie. Era stato nutrito esclusivamente con semi di girasole e tenuto da solo in una stanza al buio. Non pensavo che mi avrebbe causato tanti problemi….non accettava una dieta sana (mi gettava addosso i germogliati prendendoli con una zampa), urlava di continuo, se ne stava aggrappato alle sbarre della gabbia, grattandole con il becco e tremando angosciato come se volesse uscire.
Ben presto sono diventata oggetto di persecuzioni da parte di un vicino intollerante ma, non volendo disfarmi del volatile, ho fatto delle ricerche su siti americani, interpellando degli esperti comportamentali, finchè ho appreso un sistema per addestrare gli uccelli, che si chiama " click training", basato sul "positive reinforcement", ossia il rafforzamento di un'azione desiderata compiuta dall'uccello, con l'ausilio di un segnale sonoro e un premio (lo stesso sistema usato durante la seconda guerra mondiale per addestrare i piccioni a sganciare le bombe "intelligenti" (Pelikan Project).
Il risultato è stato sbalorditivo: dopo soli venti giorni l'uccello era in grado di compiere vari esercizi, dimostrando grande acutezza e " spirito goliardico".

Gallager, il C. Sangiuinea di un'amica americana, era stato addestrato ad andare in monopattino e a distinguere i colori. Io non sono riuscita ad insegnare esercizi particolarmente complessi alla mia Inchio, solo perché non è golosa. Se individuassi un boccone per cui va pazza, so che potrei farle fare qualsiasi cosa.
Ma questi uccelli sono degli spiriti liberi….non amano le imposizioni, vogliono solo divertirsi in compagnia.
Inchio ricorda ancora e ripete la prima frase che ha illuminato la sua vita: "Fa Big Eagle!!!", e allora si aspetta che prenda il clicker, i premi, per farle ripetere "la grande aquila" e una sequenza di esercizi che compie con gioia, senza nemmeno attendere i comandi.
Da quando la sua gabbia è stata accostata a quella di altri pappagalli, la sua voce non si è praticamente più sentita. Prima che lasciassi il condominio, i vicini mi chiedevano se il pappagallo fosse morto.
Certo, se la coda di Pedro il Conuro di Nanday le capita a tiro, non esita ad afferrargliela, o se uno dei miei Roseicollis vola sulla sua gabbia, devo fare un balzo felino per toglierlo da lì, altrimenti gliela strappa e chissà cos'altro gli farebbe.
Insomma, è un pappagallo birbante, ma estremamente simpatico e particolare, tuttavia può esssere compreso soltanto da persone altrettanto "particolari".



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